A12 Vino, vino!

A12 Vino, vino!

Narratore: Maria Mauritz
Reporter: Karina Mauritz
Traduzione: Micol Riello

Durante e dopo la guerra dovevamo lavorare duramente. Non ho nemmeno potuto finire la scuola perché a 14 anni dovevo lavorare. C’erano poche macchine a quel tempo, così ogni cosa doveva essere fatta con le mani. Io dovevo falciare l’erba, mungere le mucche e lavorare con il bue perché mia madre non ce la faceva.

Mentre stavamo lavorando nei campi fummo sorpresi dagli aerei. Ci spaventammo perché nel villaggio Romau un aereo aveva sparato ad un uomo ed al suo bue. Si possono immaginare le condizioni in cui dovevamo lavorare. Quando arrivò l’esercito russo, nel 1945, fu ancora più duro di prima; loro rubarono il nostro cavallo. Un giorno alcuni soldati ci sorpresero nei campi mentre stavamo piantando le patate, stavamo zappando la terra quando sentimmo i colpi. Poi corremmo a casa più veloci che potemmo e fu difficile e duro il lavoro in quei giorni.

Dopo la fine della 2^guerra mondiale,stavo guardando la nascita di un vitello. All’improvviso mio padre entrò nella stalla e mi disse di nascondermi perché c’era un soldato russo nella nostra casa. Io scappai di corsa nella soffitta dei nostri vicini. Ma presto sentii il soldato bussare alla porta,io corsi al piano di sotto,velocemente perché ero spaventato. E là un soldato russo era in piedi di fronte a me. Mi toccò le spalle e mi disse qualcosa che non capivo. Ma fortunatamente il mio vicino era vicino a me e disse al soldato “vino vino!”. Lui guardò il vicino e in quel momento io corsi via e mi nascosi nel cespuglio di ribes. Là il soldato russo non mi trovò.


 




 

Divertimento
A23 Soldato a Praga